Scrivere il trauma

Narrazioni dall’ex Jugoslavia e dall’ex Unione Sovietica

Cosa accade quando la letteratura smette di descrivere il trauma e comincia a farsi trauma? È questa la domanda che attraversa Scrivere il trauma. Narrazioni dall’ex Jugoslavia e dall’ex Unione Sovietica.

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Year
2026
Pages
198
ISBN
978-88-6938-528-5
DOI
10.25430/pupb-2026-9788869385285
Cosa accade quando la letteratura smette di descrivere il trauma e comincia a farsi trauma? È questa la domanda che attraversa Scrivere il trauma. Narrazioni dall’ex Jugoslavia e dall’ex Unione Sovietica. Il crollo del blocco socialista ha lasciato dietro di sé ferite profonde nell’identità collettiva e individuale di intere popolazioni. I saggi presentati esplorano come la letteratura dell’area slava abbia elaborato questi traumi attraverso un’ampia gamma di strategie narrative. Ne emerge un panorama composito: l’opera di Jasminka Petrović che usa il mare come metafora della resilienza nell’infanzia segnata dalla guerra; la scrittura riparatrice di Elvira Mujčić, sospesa tra memoria bosniaca e lingua italiana adottiva; il romanzo documentario di Daša Drndić, che sfida la storiografia ufficiale; i Tableaux Vivants di Polina Barskova, in cui l’ibridazione tra memoir, fiction e autofiction dà voce a traumi personali e collettivi; il romanzo di Anna Nerkagi, che intreccia trauma post-coloniale nenec e paesaggio della tundra; le fantasmagorie storiosofiche di Vladimir Šarov; le distopie ecologiche e le riscritture mitologiche della fantastika post-sovietica. Un volume che dimostra come la letteratura, anche quando appare paradossale, sappia trasformare l’esperienza traumatica in senso – per quanto parziale – e apra prospettive terapeutiche per individui e comunità.